palermo
skyline
facebook twitter youtube Feed RSS
Wednesday, 26 November 2014 - 23:38
X
POLITICA

Grande Sud confluisce nella nuova Forza Italia: battesimo telefonico con Silvio

Il leader di Forza Italia è intervenuto domenica al telefono a Cefalù nel corso della convention organizzata da Gianfranco Micciché che ha sostanzialmente sancito la fine dell'esperienza "arancione"
Immagine articolo - Il sito d'Italia

(di giuseppe allegra) Grande Sud, il movimento "arancione" di Gianfranco Micciché, che lo scorso anno consegnò clamorosamente la Sicilia a Rosario Crocetta, nell'ultima domenica dell'anno si scioglie per confluire nella nuova Forza Italia. L'occasione è una convention di auguri a Cefalù, dove il primo "pupillo" di Berlusconi, l'uomo del 61-0, l'azzurro anti-Alfano, serra le proprie fila e fa intervenire in diretta telefonica Silvio Berlusconi.

Meno male che Silvio c'è. Ed è proprio Silvio che al telefono parla di elezioni, di maggioranze, di nuovi assetti e soprattutto arringa i suoi "fedelissimi" per invitarli a lavorare in modo che "insieme tenteremo di fare un miracolo".

"Cinque mesi ci dividono dal 25 di maggio - ha detto il Cavaliere - li' potremo sperimentare il sistema delle sentinelle del voto formate dai Club. Meglio ancora se insieme alle europee di maggio riuscissimo ad avere anche le politiche. Bisogna cambiare l'assetto istituzionale del Paese - ha aggiunto il leader di Forza Italia - e per cambiarlo bisogna avere la maggioranza assoluta. Se non si arriva a una maggioranza assoluta, non c'è speranza di cambiare questo Paese. Gli italiani devono imparare a votare. L'Italia così non è governabile - ha proseguito il Cavaliere -, i padri costituenti quando distribuirono i poteri nella costituzione, temendo che si potessero ricreare le condizioni per un nuovo regime, diedero poteri alle assemblee parlamentari, al Capo dello stato, alla Corte costituzionale ma non diedero alcun poter al Governo e al Presidente del consiglio. L'architettura costituzionale com'è non è fatta per decidere ma per vietare".

"Serve una Camera, magari col 50 per cento di componenti in meno - ha sottolineato Berlusconi - un tempo massimo di 120 giorni per approvare un provvedimento del Consiglio dei ministri e una Corte costituzionale che sia eletta solo dai magistrati e dal Parlamento. Infine, serve conferire ai cittadini il diritto di eleggere direttamente il Capo dello stato".

E poi un messaggio diretto a Gianfranco Micciché a dimostrazione che mai si è potuta ipotizzare una "rottura" con Silvio: "Fra me e te - ha confermato Berlusconi - c'è un'antichissima amicizia che si è trasformata in fraterno affetto. Siamo sempre stati vicini in tutte le situazioni che abbiamo affrontato. Oggi, sono felice che Grande Sud si riunisca alla casa madre. Insieme tenteremo di fare un miracolo". Con la speranza che non sia il nuovo tentativo di quello che è stato già un fallimento, il "nuovo miracolo italiano".

Manda i tuoi comunicati stampa a: redazionepalermo@ilsitodipalermo.it